Studenti universitari, ecco cosa è possibile detrarre

Gli studenti universitari possono beneficiare di alcune agevolazioni fiscali in sede di detrazione Irpef, godendo di un bonus del 19% sulle spese sostenute per la frequenza dei corsi e per i c.d. “fuori sede”, in relazione ai canoni di locazione. Entrambe le detrazioni vanno indicate nei righi da RP8 a RP13 del modello Redditi Pf 2018, con i codici, rispettivamente, 13 e 18 e competono, oltre che per le spese sostenute nel proprio interesse, anche per quelle riferite ai familiari fiscalmente a carico.

Per quanto concerne un livello di maggiore dettaglio, rammentiamo come in riferimento alle spese sostenute per la frequenza dei corsi universitari, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che sono detraibili anche i costi per le università non statali, telematiche ed estere, ma contrariamente a quanto avviene per quelle pubbliche, per le quali è prevista la possibilità di detrarre l’intero ammontare, la detrazione compete nei limiti individuati annualmente dal decreto ministeriale ad hoc.

Il legislatore ha stabilito che possono essere detratte le spese sostenute per la frequenza di: corsi di istruzione universitaria; corsi universitari di specializzazione; corsi di perfezionamento, master universitari e dottorati di ricerca; istituti tecnici superiori (Its); conservatori di musica e gli istituti musicali pareggiati; tirocini formativi attivi (Tfa) per la formazione iniziale dei docenti di cui al decreto ministeriale 249/2010.

Per quanto invece concerne le tasse di immatricolazione e di iscrizione, l’Agenzia delle Entrate ricorda che sono detraibili anche le tasse versate per sostenere gli esami di laurea e di accesso ai corsi di laurea, mentre non rientrano nelle possibilità di detrazione le spese relative all’acquisto di libri scolastici, strumenti musicali e cancelleria, quelle sostenute per il trasporto, vitto e alloggio e quelle rimborsate nel 2017 dal datore di lavoro.

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