Prezzi del petrolio in rialzo, ecco perchè

petrolio pompaNegli ultimi giorni i prezzi del petrolio greggio sono rimbalzati in misura significativa, spinti dalle voci secondo cui l’OPEC e i suoi alleati potrebbero tagliare presto le forniture, al fine di riequilibrare i prezzi di mercato. La riduzione dovrebbe (potrebbe!) essere di oltre 1 milione di barili al giorno (mb/d), in termini cumulativi, esattamente come proposto in precedenza dall’Arabia Saudita. A seconda della linea di base finale che verrà deliberata sui tagli di produzione, la riduzione potrebbe essere tra 1 e 1,5 mb/d.

Di fatti, in virtù di quanto sopra, e come ben commentato su Italiaweb, i report mensili ribassisti rilasciati dai principali analisti per l’anno in corso, hanno dimostrato negli ultimi gionri che nel 2019 il mercato globale del greggio registrerà una grande eccedenza se l’OPEC dovesse mantenere la sua produzione al livello attuale. La decisione finale sull’eventualità di un taglio, la sua entità possibile e il livello di riferimento dello stesso, sarà assunto nella riunione ufficiale prevista a Vienna il giorno 6 dicembre 2018. Pochi giorni fa, intanto, il ministro saudita dell’energia ha dichiarato che la linea di base dovrebbe essere un recente livello di produzione.

Il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (DOE) ha riferito poi che la scorsa settimana le scorte di greggio degli USA sono aumentate molto più del previsto, crescendo di 10,3 mb a 442,1 mb (+2,4% su base settimanale, -3,7% su base annua) mentre secondo le stime di consenso riportate da Bloomberg, ci si aspettava un’impennata di 3,2 mb. Si tratta dell’ottavo aumento settimanale consecutivo, per la striscia più lunga da gennaio 2017, con le scorte che, di conseguenza, sono ora al livello più alto dal dicembre 2017. I giorni di copertura sono saliti a 36,9 dai 36,7 dell’ultima occasione di rilevazione, la settimana precedente.

A Cushing, l’hub statunitense di interscambio e di consegna del greggio, le rimanenze sono aumentate di 1,2 mb a 35,5 mb (+3,4% su base settimanale, -43,8% su base annua), mentre le rimanenze di magazzino sono aumentate di 1,2 mb a 35,5 mb (+3,4% su base settimanale, -43,8% su base annua), per il livello più alto da maggio. Le scorte di benzina negli Stati Uniti sono diminuite meno del previsto, con un calo da 1,4 mb a 226,6 mb (-0,6% su base settimanale, +7,7% su base annua) a fronte di un calo atteso di 1,9 mb.

Per quanto attiene i distillati, le rimanenze sono diminuite più del previsto, calando di 3,6 mb a 119,3 mb (-2,9% su base settimanale, -4,4% su base annua), mentre si prevedeva una diminuzione di 2,0 mb. Le importazioni commerciali statunitensi sono diminuite dello 0,1 mb a 7,5 mb/d (-1,2% su base settimanale, -5,6% su base annua), mentre le esportazioni commerciali statunitensi sono diminuite di 0,4 mb. a 2,1 mb/d (-14,8% su base settimanale, +81,6% su base annua). La produzione americana è aumentata di 0,1 mb/d a 11,7 mb/d (+0,9% su base settimanale, +21,3% su base annua). La scorsa settimana il tasso di utilizzo delle raffinerie è salito al 90,1% dal 90,0%.

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