Dollaro rallenta il trend di debolezza

Nel corso dell’ultima settimana i temi sulle principali valute internazionali e sui loro cambi con il dollaro statunitense sono rimasti praticamente invariati. La sterlina è rimasta poco mossa così come lo yen, dopo il meeting della Banca del Giappone della settimana scorsa. L’euro sta invece beneficiando ancora del buon risultato elettorale di Macron alle amministrative francesi, che ha contribuito a chiarire ulteriormente il panorama sull’eurozona.

Pertanto, sul mercato dei cambi quel che si sta notando è il rallentamento del trend di forza relativa del dollaro statunitense dopo la riunione della Federal Reserve della scorsa ottava, nonostante la scia dei buoni dati macro economici che sono stati provenienti nei giorni scorsi proprio dal mercato USA. Il cambio EUR/USD tratta intorno a 1,12, ma è ancora ben distante dal massimo sette mesi di 1,1296 toccato mercoledì prima dell’esito della riunione di giugno della Federal Reserve. La forza dell’euro era legata principalmente all’esito favorevole delle amministrative in Francia, con la vittoria del neo presidente Macron che ha

Il biglietto verde scambia vicino al massimo di venerdì (a 110) nei confronti dello yen, in area 111, dopo che la Banca del Giappone ha lasciato invariata la propria politica monetaria nel meeting di fine della scorsa ottava. Poco mossa anche la sterlina che si muove in area 1,2780 in termini di GBP/USD e 0,8770 per il cambio EUR/GBP.

Sulla sterlina, come intuibile, molto (o tutto) dipenderà dalla complicata evoluzione della situazione politica in Gran Bretagna e quali influenze avrà sulla valuta, in vista dell’avvio ufficiale delle trattative sulla Brexit. Per il momento il contesto sembra essere sempre più ricco di incertezze, e il fatto che la May abbia approcciato in toni molto soft (almeno, rispetto a quelli della campagna elettorale) non è certo casuale…

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