Vino rosso o bianco, cosa preferire?

glasses-262382_960_720Quando si sceglie un buon vino con il quale accompagnare un lauto pasto, meglio dare uno sguardo anche ai valori nutrizionali della bevanda. Cominciamo dal rosso, preferibilmente accompagnato ai secondi di carne, e in grado di contenere un maggior livello di sostanze antiossidanti: il resveratrolo (fino a 12 mg/l contro i 2 mg/l al massimo del bianco) e gli antociani, che provengono entrambi dalla buccia delle uve e svolgono un’azione protettiva nei confronti delle pareti dei vasi sanguigni.

Di contro, il bianco è generalmente una bevanda priva delle sostanze che rallentano l’invecchiamento cellulare, ma possiede alcuni composti attivi, come l’acido caffeico, che giocano un ruolo positivo nei confronti sia del cuore sia dei reni. Così, almeno, stando a quanto emerge da un recente studio pubblicato sulla rivista internazionale Plos One da un team di ricercatori italiani coordinati da Alberto Bertelli dell’Università degli studi di Milano.

In aggiunta a quanto sopra, si noti come il bianco è di norma meno alcolico del rosso e ha un gusto più acidulo, che si traduce in un piacevole senso di freschezza. Ma è anche quello con più solfiti (conservanti che in alcune persone possono scatenare un attacco di mal di testa). La quantità massima che può essere aggiunta al vino è stabilita per legge: 150 mg/l per i rossi, 200 mg/l per i bianchi, 250 mg/l per quelli dolci e 400 mg/l per i passiti (solo i prodotti bio).

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