Nel mondo più SIM che umani

Stando a quanto afferma l’ultimo mobility report di Ericsson, nel mondo vi sarebbero più SIM che esseri umani. Per il dossier – che precisa come nel corso del solo secondo trimestre del 2017 sono stati venduti ben 370 milioni di smartphone, in grado di costituire una quota di mercato dell’80% sul totale dei cellulari – al mondo vi sarebbero infatti circa 7 miliardi e 700 milioni di schede SIM attive, oltre il numero della popolazione mondiale, e 5,3 miliardi di utenti attivi.

Come intuibile, il forte incremento degli ultimi anni è dovuto principalmente alla spinta esercitata dalla crescita dei mercati asiatici e, in particolar modo, di Cina (+ 19 milioni di utenze nel trimestre) e di India (+ 17 milioni di utenze nel trimestre).

Guardare al panorama degli smartphone di 10 anni fa risulta essere quasi imbarazzante. A inizio 2007 Steve Jobs presentò al mondo il proprio iPhone, e nessuno poteva immaginare quale rivoluzione avrebbe determinato. Forse, nessuno avrebbe nemmeno immaginato che nel corso del 2017 stando alle stime di Counterpoint Research, Apple non sarebbe stata più il secondo produttore di smartphone al mondo, superata dalla dinamicità di Huawei, che proprio quando Steve Jobs presentava l’iPhone, muoveva i propri primi passi nel mercato globale, salvo poi conquistare il Pianeta e – oggi – vendere meno soltanto di Samsung (ma non è detto che non possa addirittura arrivare al primo posto, soprattutto se riuscirà a recuperare terreno nei mercati asiatici meridionali).

E il lancio del nuovo iPhone? Difficilmente l’evento del 12 settembre potrà cambiare le carte in tavola. A pesare, almeno per ora, è soprattutto l’eterogeneità dei prodotti di Samsung e Huawei, che possono proporre una gamma più ampia e diversificata, spaziando dai telefoni low cost all’alta gamma.

 

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