Mercati azionari USA e Asia alle prese con la crisi coreana

Gli indici di Wall Street hanno chiuso in maniera contrastata, sospinti da una parte dai positivi progressi compiuti dai titoli tecnologici, e dall’altra parte pressati al ribasso dall’arretramento dei titoli del comparto degli energetici, in una giornata di attesa per la pubblicazione in serata delle minute dell’ultima riunione della Federal Reserve.

Le borse dell’area Asia-Pacifico sono invece in complessivo calo, dopo che dai verbali dell’ultima riunione della Banca centrale americana è emersa la mancanza di consenso sul futuro ritmo degli aumenti dei tassi, mentre i prezzi del greggio sono saliti leggermente dopo un brusco calo ieri.

Naturalmente, in un simile contesto non possiamo non rammentare come i mercati azionari stiano risentendo delle tensioni innescate dal lancio da parte della Corea del Nord di un missile intercontinentale in acque giapponesi. Gli Stati Uniti si sono detti pronti a usare la forza se necessario per fermare il programma nucleare di Pyongyang, pur preferendo un’azione diplomatica internazionale e richiedendo a gran voce (ancora una volta) l’intervento della Cina.

In Giappone la borsa di Tokyo ha chiuso in territorio negativo con il settore retail che ha registrato una performance sfavorevole su risultati negativi dei convenience store.

Occhi aperti dunque sui principali ultimi eventi della settimana sul fronte macroeconomico, come i dati sul lavoro USA formalizzati all’interno dell’employment report, e il G20 in Germania, dove il presidente americano Donald Trump e altri leader dovrebbero discutere i passi per limitare il programma di armamenti nordcoreano.

In Europa l’andamento dei listini è misto, dopo le ultime dichiarazioni da parte della BCE, che ha cercato di spegnere i fuochi del facile entusiasmo recepito dopo le precedenti affermazioni di Draghi a Sintra.

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