Materie prime in rialzo attendendo il meeting OPEC

Financial GrowthLe principali materie prime hanno aperto la settimana con quotazioni in leggero rialzo, e con il petrolio che prova a recuperare dai minimi di settembre. In questa fase, nonostante l’attesa per il meeting OPEC del 30 novembre da cui si attende un taglio della produzione, è proprio l’output petrolifero a minare la fiducia degli operatori. La sovrabbondanza di offerta è confermata dalla produzione OPEC, salita al massimo di ottobre, a cui si somma l’aumento delle piattaforme di trivellazione attive negli USA.

Più nel dettaglio, stanno conducendo una ottima prestazione i metalli industriali, con performance in deciso rialzo (+5,9 per cento) e con il rame che mette a segno una performance settimanale di oltre il 10,9 per cento. L’idea che l’Amministrazione Trump possa varare un piano di spesa fiscale in opere pubbliche spinge la domanda per i metalli, già sotto pressione dalla domanda cinese. Rialzo anche per i Preziosi, l’inattesa volatilità sui mercati e la conseguente avversione al rischio, dopo la vittoria di Trump, favoriscono oro argento nei loro ruoli di asset difensivi.

Ad accentuare il rialzo anche le attese di inflazione più alta negli USA che potrebbe premiare ulteriormente gli investimenti in grado di preservare il potere di acquisto. Quotazioni in ribasso per il petrolio con l’OPEC che ha annunciato un incremento della produzione al nuovo record storico nonostante permanga l’accordo di ridurre l’offerta, nel meeting del 30 novembre a Vienna, di conseguenza l’eccedenza sul mercato rischia di essere ancora più ampia nel 2017. Le attese per la riunione OPEC nella sede austriaca sono dunque tantissime, ma rischiano di essere in parte deluse dalla realtà dei fatti: sarà molto difficile far rispettare un accordo così ampio e, per giunta, potrebbe non esser sufficienti per poter favorire un riequilibrio nel mercato petrolifero globale…

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