Lego ancora di moda, ma le vendite calano

I mattoncini Lego non hanno ancora issato bandiera bianca e, anzi, complici alcune novità, sono riusciti a garantirsi la sopravvivenza in un ambito in ci la tecnologia sembrava destinata a soverchiare qualsiasi regola di intrattenimento. Tuttavia, è anche vero che i mattoncini sono andati incontro a un evidente rallentamento delle vendite, che sta preoccupando i vertici dello storico gruppo danese.

Il quale, ben inteso, sta altresì cercando di correre ai ripari, anche attraverso dei cambi interni: ad agosto era stata decisa la variazione al vertice attraverso il ritorno alla guida dell’azienda di un danese – Niels Christiansen, mentre è più recente, unitamente alla presentazione dei conti semestrali, l’avvio di un drastico piano di riorganizzazione che prevede 1.400 esuberi, pari all’8 per cento dell’attuale forza lavoro complessiva. Si tratta, in tutto, di circa 800 posti di lavoro che verranno tagliati nella sede di Billund, in Danimarca.

I numeri, d’altronde, parlano chiaro. La società ha annunciato un calo delle vendite semestrali del 5 per cento a 14,9 miliardi di corone danesi, mentre l’utile operativo è sceso del 6 per cento a 4,4 miliardi di corone danesi, e l’utile netto del 3 per cento a 3,4 miliardi di corone danesi. Colpa soprattutto di alcuni mercati che hanno deluso le attese, e che hanno avuto come effetto quello di frenare al ribasso i ricavi: il riferimento è soprattutto alla flessione delle vendite negli Usa e in Europa, che non è stato sufficientemente bilanciato dall’espansione in Cina, un mercato su cui l’azienda danese vuole ora puntare una sempre maggiore attenzione.

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