Forex, cambi volatili dopo le dichiarazioni di Draghi

Dopo le dichiarazioni super accomodanti del numero 1 dell’Eurotower Mario Draghi, sul Forex è tempo di cambi piuttosto volatili, con l’euro / dollaro che è sceso fino a 1,0650. In particolare, a pesare sull’euro è ora il timore sulla situazione politica francese, in corso di deterioramento per quanto concerne alcuni dei principali schieramenti, e con il pericolo che possano insorgere sorprese elettorali che andranno a premiare le parti più populiste e antieuropeiste. Il diffondendosi di una certa avversione al rischio è coinciso con la richiesta maggiore di una domanda di valuta rifugio, un quadro che peraltro giustifica il deciso rialzo dello yen nel suo ruolo di asset difensivo. Il cambio dollaro/yen scende infatti sotto 112.

Per quanto concerne i principali eventi di politica monetaria, in Australia la RBA ha mantenuto i tassi stabili all’1,5 per cento, per il suo livello minimo di sempre, e per il settimo mese consecutivo, come atteso. Il Governatore centrale ha usato toni positivi sulla crescita dopo la contrazione a sorpresa, dell’economia nel terzo trimestre 2016, dicendo di aspettarsi un’accelerazione del ciclo economico. Il dollaro australiano prosegue il suo percorso di rafforzamento in particolare contro euro.

Con un ultimo sguardo alle materie prime e al mercato delle risorse di base, rileviamo come le commodity stiano oscillando intorno alla parità, con il petrolio che consolida sui livelli raggiunti negli scorsi giorni, dopo una seduta di calo per i derivati del greggio: WTI e Brent scambiano sopra 53 dollari al barile e 55 dollari al barile senza essere mossi da particolari temi, rimandando così l’attenzione sui prossimi giorni.

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